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Cherosene, un po di Alternative Rock

Ore 16Ciao Ragazzi, sono passati circa due anni dal progetto Stereopinto, nel frattempo abbiamo continuato a fare musica con gli ore 16, prevalentemente cover rock n’ blues classico da proporre nei locali della nostra zona.
Arriva il tempo in cui ci si interroga sul da farsi e su cosa portare avanti. Il mio motto è sempre stato “l’incostanza è una costante…” e per me è sempre stato così…
Ho continuato a scrivere e ho tanta roba da parte per farci un altro progetto, ma nel mentre mi sono accorto di tante cose:
1) Un’idea musicale senza una buona registrazione e un mastering adeguato vale il 30%
2) Puoi lavorare da solo, ma alla trentesima volta che ascolti i tuoi lavori non capisci più la qualità delle canzoni. La cosa più frustrante è che non capisci se quello che arriva a te, nella tua testa e nella tua anima è uguale a quello che arriva ad un ascoltatore occasionale. C’è bisogno di un’orecchio esterno, di qualcun altro che sia distaccato, che non sia avvolto, annegato nelle sensazioni che hanno procurato a te le canzoni, che non sia coinvolto.
3) Che il suono di una band, ha sempre un’energia diversa dal suono prodotto da un singolo. Perché ciascuno di noi nasce per far bene una cosa, il tuttologo non esiste.
E allora la batteria che inserisco non sarà mai paragonabile a quella di uno che della batteria ha fatto la sua vita. E vale anche per il basso etc…
Ai ragazzi ho detto che ne avevo piene le balle di fare cover e volevo qualcosa di mio. Ho detto loro esattamente un anno fa che se non riuscivamo a tirare fuori qualcosa di nostro avrei finito per stancarmi.
Così è iniziato un lungo periodo di jam session dove accantonata la scaletta dei creedence e dei rolling stones abbiamo cominciato a suonare senza navigatore, facendo quello che ci veniva di fare, suonando solo per suonare, senza preparare nulla, liberando l’anima e lasciandola parlare in note.
E’ stato un inverno, quello scorso, dove abbiamo registrato un mucchio di roba.
Un sacco di roba da buttare, ma quante idee, quanta energia quante cose interessanti tra quelle tracce interminabili.
Di recente qualcuno si è perso per strada, qualcun altro è entrato nel club, ma di tutto questo una sola certezza: Il suono prodotto da Me Paolo e Peppe è troppo interessante per lasciarlo sfumare e logorare nel tempo senza farlo sentire.
L’idea del gruppo, spingere il gruppo verso una dimensione commerciale, per far serate e soldi in un ambiente atavico alla musica di autore, mi ha spinto a decidere di prendermi una lunga pausa.
Così ho voluto ridare un’occhiata a quello che abbiamo registrato, e ho visto che tolta qualche stecca, aggiunta qualche chitarra e qualche seconda voce, scremata dai lunghi secondi di preparazione tra un brano all’altro, quella “cosa” poteva seriamente diventare un progetto musicale.
Tutto andava sempre nella medesima maniera. Secondi interminabili di note stonate, e colpi di batteria preparatori, poi improvvisamente esplodeva la magia, l’idea prendeva forma.
Ho deciso di dare un nuovo nome al progetto, troppo diverso dal precedente lavoro degli Stereopinto, ma molto più maschio, molta più energia. Ma questa energia promanava da tre persone: Paolo, Peppe e Me. Allora ho aperto la foto, ho preso la gomma e ho lasciato questi tre, ed è nato il progetto “Cherosene”.
Non so se farò un progetto totalmente nuovo, curando una nuova pagina di facebook, un nuovo sito, e dove mi porterà questa storia. Intanto ho provato a regalarvi un assaggio con il brano Caroline, nato per caso in un Live da Ciccio in modo del tutto spontaneo, non ho aggiunto Peppe Palazzolo, ma c’è anche un po’ di suo in questo brano, in particolare le seconde voci.
Il rammarico più grande è di non aver fatto delle riprese video nelle sere in cui si provava.
Nel frattempo mi sono messo a studiare meglio i ferri per fare una buona registrazione. Il risultato è Caroline, ma non è neppure la più bella delle creature nate nella stanza di via Naselli, vedremo dove andremo, per adesso ancora non lo so.
Mi sono accorto che “produrre” un brano non è una cosa banale, secondaria rispetto alla creazione in sé del brano. In questo frangente ho scoperto che il produttore è una figura vitale nell’economia del gruppo. L’unica differenza con gli altri è che non sta sul palco, ma partecipa alla realizzazione del brano. E’ quello che prepara l’idea musicale nel formato da proporre all’ascoltatore. E’ quello che fa ascoltare l’idea al pubblico secondo il suo gusto.
Un brano può avere una veste anni ’80 se si riempie di tastiera e si equalizza la batteria in un certo modo e si da tanto riverbero, e si abbassano le chitarre, o può essere un brano duro, aggressivo, può diventare Garage Rock. Dipende dal produttore, dalla sua visione stessa della musica.
Da qui voglio iniziare questo nuovo viaggio insieme a voi.
Buon viaggio

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