Un po’ di me

11046542_760650544056557_4792986756621111255_o(tratto da una mia lettera a una Label siciliana….)
Adoro creare, e sono molto preso quando incontro in giro gente creativa, che si occupino di musica o di pittura, o di scrittura.
Non so… come una macedonia di sentimenti di ammirazione, timore reverenziale, paura di dire le cose sbagliate
per questo magari faccio fatica a dire subito quello che mi passa per la testa senza filtri.
Sicuramente incide una certa intrinseca dose innata di misantropia.
Magari viene visto dal di fuori come un atteggiamento di supponenza, ma mi accade in modo inconsapevole, il tutto condito da una buona dose di insicurezza.
Queste cose che sto tirando fuori vorrei farle uscire dallo studio, non so come, non ho le competenze, non conosco l’ambiente musicale di oggi.
So benissimo come mettere su un gruppo per suonare nei locali del mio territorio e proporre cover
ma nell’ambiente indipendente e degli inediti sono zero.
Molti di noi dalle mie parti sono rimasti irreparabilmente scossi e inghiottiti dal ciclone che si è abbattuto a Seattle nei primi anni ’90.
E ancora cercano il modo di venirne fuori, finiscono per ascoltare sempre le stesse cose, pronunciando giudizi quanto mai temerari sulla fine della musica nella storia dell’umanità dopo i Led Zeppelin, i Metallica, o i Queen o i Pink Floyd a seconda delle proprie inclinazioni musicali.
Cosa ascolto?
Negli ultimi anni seguo tanto la musica indipendente, ma soprattutto quella d’oltreoceano.
Trovo, ma non so se è una mia impressione, che il panorama indipendente italiano sia molto condizionato dal mondo cantautorale anni ’70,
in altri casi vedo in giro molta elettronica.
Nel primo caso mi riferisco ad esempio a Francesco Motta, Baustelle, Colapesce nel secondo penso ad ai vari Cosmo, I Cani, Ex-Otago, Thegiornalisti,
apprezzo le liriche dell’Officina della Camomilla, credo che questo ragazzo sia un poeta di livello, a volte forse troppo sdolcinato,
ma usa le parole come pastelli.
Ci sono anche cose interessanti della scena Hard Core, penso ad esempio ai Gazebo Pinguins.
E poi i classici, oltre al già citato Baustelle anche Sick Tamburo (ex prozac +), Tre allegri ragazzi morti.
Nel panorama internazionale ero partito ad ascoltare negli anni scorsi un indie rock tra il pop e il post punk, intendo il genere degli Interpol, Jack White.
Dal post-punk in poi ho seguito Broncho e similari, Heartless Bastards, Tame Impala, Yuck
Un periodo elettronico con i Wild Nothing
Elephant stones
Ho avuto una fase abbastanza prolungata di Psychedelia in particolare con i Black Keys degli esordi,  Bad Liquor Pond e Black Market Karma
Nell’ultimo periodo cerco musica più tranquilla e ho scoperto musica che sicuramente avrai apprezzato o non faresti affatto fatica ad apprezzare
penso ad esempio a King Krule, Homeshacke, Mild High Club o i BadBadNotGood
Ma anche più pop come Marc De Marco
oppure anche Michael Rault
Elan Noon
e un po di funky come Tommy Guerrero
Ocote Soul Sounds
Ecco qui, questo è quello che ascolto in linea di massima, e che sicuramente mi condiziona musicalmente.
Dove suono con il gruppo, la sala, il mio studio
 
Abbiamo una sala prove a Salaparuta, di proprietà del Comune, molto grande, e comoda, salvo per le scale, un calvario ogni volta che dobbiamo smontare e rimontare.
Poi due estati fa ho deciso di prendere una stanza del piano di casa mia dove lavoro e sistemarla.
Carton gesso, isolamento per l’esterno con lana di vetro, trattato all’interno abbastanza decentemente con pannelli fonoassorbenti, trap bass, e altri accorgimenti.
Una piccola stanza, che se mangiamo un panino in più a cena non ci entriamo più, però è la mia stanza dei giochi.
Ho messo su una Daw con Ardour su sistema Linux, ho preso uno Zoom R16, dove registriamo in live, un microfono per la voce a consensatore (Se X1),
un’altra scheda audio usb della focusrite, ho preso una batteria dell’Alesis (Command Kit), ho una tastiera muta midi che collego all’ipad con l’iTrack,
un processore di effetti, un amplificatore della Vox (AC30 C2), un po’ di pedali, un boss DS1, un Overdrive TS9, un chorus della Boss, un Delay anonimo, un phaser, un wah wah
e infine amplificatore e relativo basso.
Abbiamo passato un inverno a ritrovarci una volta a settimana in questa piccola stanza, abbiamo registrato nello Zoom suonando in Live, e lasciando le cose dentro la scheda di memoria.
Di recente ho detto ai ragazzi che mi prendo una pausa per lavorare ai brani che abbiamo registrato, erano pure improvvisazioni, per cui devo di volta in volta inserire un’altra chitarra, o il synth o il piano elettrico, e poi trovare il modo di inserire la voce, spulciare nei miei testi per mettere insieme la canzone.
da fine novembre non partecipo alle prove del gruppo per la scaletta di cover.
Mi dedico esclusivamente a organizzare le cose registrate.
Di fatto queste registrazioni sono il frutto di improvvisazioni tra me alla chitarra, Paolo Manfré alla batteria e Peppe Avvocato al basso.
In qualche registrazione c’è anche la voce del cantante del gruppo di cover (il gruppo si chiama Ore:16), ma non in quelle che hai sentito.
Questo suono è quello che esce fuori con Peppe e Paolo, non c’è la padronanza dello strumento di un turnista di studio, Paolo non è un batterista da studio,
conosco e sono molto amico di Federico Girlando di Gibellina, che è un batterista “tecnico”, che suona Jazz, e qualunque cosa tu gli dia in pasto, suona in giro per l’Italia e si fa le stagioni sulle navi di Costa Crociere, ma come suona il rullante e i piatti Paolo, non ne ho ancora trovati in giro.
Queste registrazioni senza Paolo non avrebbero questo groove.
Peppe anche lui non è un virtuoso del basso, ma abbiamo una sintonia incredibile, è roba di passione, e feeling, è capirsi a volo, suonare come conversare.
Io sono nato con i Pixies, i Sex Pistols, i Roxy Music, a volte scherzando dico ai miei amici che suono la chitarra come un muratore, non avrò mai il tocco di
Stevie Ray Vaughan, anche io sono molto istintivo, e suono di solito quello che mi piace, se mi chiedono di suonare ai matrimoni declino cordialmente,
se la scaletta di cover comincia a prendere una piega molto pop comincio a rimurginare se sia il caso di salutare tutti e cambiare aria.
Un po’ di storia
 
Con Peppe abbiamo iniziato a suonare nella stanzetta o in un garage da quando avevamo 18 anni, io mettevo la musica con una chitarra acustica ovation e lui la voce
era il tempo dei Doors, e lui aveva una voce eccezionale, a dire il vero ce l’ha ancora, ma o suona il basso o canta, e ha scelto di suonare il basso.
qui ti porto una registrazione di quei tempi, suoni d’altri tempi, molto aspri, con la sua voce.
In questo video è uno dei primi gruppi, era il tempo dei nirvana, dei metallica e dei guns roses
In quegli anni ci siamo inventati una rassegna rock itinerante che si chiamava Rockaos e ci spostavamo sui palchi di mezza sicilia, in collaborazione con ragazzi di Palermo, i fratelli Grillo.
Poi io ho preso la mia strada e Peppe la sua, e ci siamo persi di vista. Ho cambiato diversi gruppi, nuovi nomi e nuovi brani inediti.
L’ultima esibizione dal vivo è stata alle selezioni regionali di Rock Targato Italia a Palermo ai Candelai.
Mia moglie ha avuto molto da ridire su quella esibizione perché per l’estenuante attesa dei componenti del gruppo che tardavano ad arrivare ho esorcizzato
l’ansia nell’alcol, ed ero molto, ma molto ubriaco.
Ci siamo ritrovati circa tre o quattro anni fa grazie a Peppe, che voleva fare un po’ di musica. A Paolo lo abbiamo ripescato ad un concerto dei Tinturia a Partanna.
Anche lui aveva posato lo strumento da 15 anni come me.
Per un po’ siamo andati avanti a fare cover e a suonare nei locali, poi mi è ripreso il vizietto di lavorare agli inediti.
Così è nato il primo progetto musicale. Quello chiamato Stereopinto, con la copertina grigia e il ragazzo seduto sul marciapiede.
Quello è nato da solo. L’ho registrato in una stanza non trattata, per lo più con la cuffia, in modo molto approssimativo.
Con una Batteria di computer (hydrogen).
Ci sono buone idee, credo, ma la registrazione è quella che è.
Il progetto Cherosene è l’ultimo, è quello che mi piace tanto. Dove c’è Paolo e Peppe.
Anche lì c’è un mucchio di lavoro da fare, ma la base è solida, c’è una batteria bella, potente, di Paolo appunto.
E’ meno pop, più rock n’blues, ma anche di più di un rock n’blues, c’è qualcosa che non è il frutto della mia creatività, ma di tre persone, si sente che è il suono di più persone.
Chi sono, come campo, che lavoro faccio, cosa scrivo, il web e i social?
Io mi occupo di informatica. Sono uno sviluppatore informatico.
Ho realizzato nel 2003 un software gestionale per tabaccai, bar ed edicole.
E’ questo lavoro che mi da da mangiare.
A questo indirizzo trovi la mia azienda http://www.casbanet.it
A tempo perso lavoro ad altri programmi.
Per adesso sto lavorando a un progetto social, ho messo su una radio web (http://www.realrock.it), adesso è ferma dall’inizio dell’estate, ha in rotazione la stessa playlist da marzo.
Mi sono messo in testa di realizzare una applicazione social dove chiunque, da qualunque parte d’italia, possa  andare on line e fare il proprio programma inserendosi con un meccanismo social dentro il palinsesto della radio
tutto da pagina web, grazie alle api audio, senza installare nulla. Con una playlist dove sposto i brani sui deck per il mixaggio.
Qualcosa vicina come spirito a Spreacker, però in questo caso la radio è unica in italia, e tutti concorrono a farla funzionare.
Mi piace anche scrivere, ho scritto un romanzo storico, si chiama “Elymioti” si trova in download gratuito su internet, ma anche su Amazon.
Mi piace la filosofia, scrivo di tutto, e metto da parte, non si sa mai…
La missione sacra, far conoscere al mio ambiente la musica indipendente.
 
Il mio territorio è pieno di nostalgici del rock classico, altri hanno conosciuto una deriva metal.
La mia idea è di far capire che la musica non commerciale e il rock non è morto, ma continua a prosperare nel panorama underground, nel regno dello sterminato universo indipendente.
Il nostro problema non è che non c’è più buona musica in giro, è che siamo ignoranti di musica, e siamo pigri nella ricerca, e che non possiamo aspettare di ascoltare musica nei canali del mainstream, ma dobbiamo seguire i canali alternativi, oggi la musica è liquida, si ascolta su youtube e su Spotify, lì possiamo ascoltare cosa gira per adesso nel mondo, e scopriremo che non siamo soli.
ti mando una lista dei miei contatti social
dove pubblico quello che mi pare, e la musica che vado scoprendo e ascoltando.
Ecco, penso di aver detto tutto…
Forse anche troppo…
Gaetano De Gregorio